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Comunicazione per eventi culturali, festival e rassegne

Comunicazione per eventi culturali, festival e rassegne: identità, lancio, advertising, PR, social, foto e video prima, durante e dopo l'evento.

Un evento comincia molto prima dell’apertura delle porte e non dovrebbe finire quando si spengono le luci. La comunicazione serve a costruire attesa, aiutare le persone a scegliere di esserci e lasciare materiale utile anche dopo.

La data è solo un punto del percorso

Programma, ospiti, luogo, partner, sponsor, pubblico e obiettivi devono entrare in una sequenza di comunicazione con tempi diversi. Se tutto viene concentrato negli ultimi dieci giorni, anche un ottimo evento parte con il fiato corto.

Prima

Identità, lancio, programma, ospiti, ticket o prenotazioni e campagne.

Durante

Copertura live, foto, video, aggiornamenti e gestione delle informazioni che cambiano.

Dopo

Recap, rassegna stampa, contenuti, risultati e materiali per l’edizione successiva.

Sempre

Partner e sponsor devono essere valorizzati senza trasformare la comunicazione in un collage di loghi.

Il programma non è ancora una campagna

Una lista di appuntamenti informa chi è già interessato. Per raggiungere nuovo pubblico bisogna costruire motivi di partecipazione: un ospite, un tema, un’esperienza, una causa, una storia. Da questi elementi nascono visual, contenuti, advertising, PR e format social.

Eventi culturali e scientifici: rendere accessibile senza impoverire

Festival, mostre, convegni e appuntamenti scientifici spesso hanno contenuti ricchi ma poco immediati. Lavoriamo su gerarchie e linguaggio per far capire rapidamente perché un incontro può essere interessante anche a chi non conosce già il tema.

Nel Festival della Robotica, ad esempio, ricerca e tecnologia devono diventare contenuti comprensibili a pubblici molto diversi senza perdere credibilità.

Eventi charity: attenzione e rispetto

Per iniziative come Arpa d’Estate il lavoro non è soltanto promuovere una serata. Bisogna tenere insieme spettacolo, missione della Fondazione, sostenitori, ospiti, raccolta fondi e tono istituzionale senza usare la causa come semplice leva emotiva.

Video e fotografia non sono solo documentazione

Se pensati prima, foto e video possono alimentare settimane di contenuti: interviste, backstage, reel, dichiarazioni, gallery, materiali sponsor e presentazioni future. Al Pisa Book Festival, per esempio, le interviste trasformano le giornate dell’evento in un archivio editoriale che continua a vivere.

Ufficio stampa e comunicazione digitale devono coordinarsi

La notizia per una redazione non è sempre il contenuto migliore per Instagram, e il post che genera interazioni non è necessariamente il comunicato giusto. Coordiniamo media relations, social, newsletter e sito mantenendo un messaggio comune ma adattando il formato.

Quando entriamo nel progetto

Possiamo partire dal concept, quando l’evento deve ancora trovare un’identità, oppure entrare su un format già esistente per organizzare la comunicazione. In entrambi i casi la prima cosa che chiediamo è il calendario reale delle decisioni, non solo la data dell’evento.

Se l’evento è già in calendario, il momento migliore per parlarne è prima di avere bisogno della locandina.

Domande frequenti

Quando bisogna iniziare a comunicare un evento culturale?

Molto prima di quanto si pensi. Un evento vive di partecipazione, e la partecipazione si costruisce in settimane: prima l'identità visiva e i materiali, poi la presentazione alla stampa, poi la campagna che accompagna fino alla data. Chi inizia dieci giorni prima si trova a competere con tutti gli altri eventi della stessa sera senza aver costruito attesa.

Cosa serve davvero per riempire un evento?

Tre elementi che lavorano insieme: un'identità riconoscibile che renda l'evento immediatamente distinguibile in città e online; una rete di partner media che ne parlino con la propria voce, non solo un comunicato inviato a pioggia; e una campagna a pagamento sul territorio giusto, perché a un evento locale non serve reach nazionale. Per Arpa d'Estate 2026 al Giardino Scotto di Pisa questo ha significato ridisegnare l'immagine dell'evento, costruire partnership con 50 Canale, V Trend e La Nazione, e accompagnare la comunicazione fino alla serata.

Chi si occupa dell'ufficio stampa di un festival?

Può farlo l'organizzazione o un'agenzia esterna, ma il lavoro è lo stesso: costruire relazioni con i giornalisti prima di avere qualcosa da annunciare, preparare materiali che una redazione possa usare senza riscriverli, organizzare la conferenza di presentazione e seguire la rassegna di ciò che esce. La differenza tra un ufficio stampa che funziona e uno che invia comunicati è tutta nel primo punto.

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