Un’etichetta si guarda da vicino, ma viene scelta da lontano. Il packaging vive in questa tensione: deve farsi notare, reggere il confronto a scaffale e poi ripagare l’attenzione quando il prodotto arriva in mano.
Partiamo dal prodotto, non dalla fustella
Prima di disegnare chiediamo cosa stiamo mettendo sul mercato: fascia di prezzo, canale di vendita, territorio, pubblico, famiglia di prodotti, concorrenti e vincoli tecnici. Un vino venduto in enoteca, un amaro da ristorazione e un prodotto destinato all’export non hanno lo stesso problema.
Etichette per vino e distillati
Abbiamo lavorato su progetti come Grappa VS Cru 110, Amaro Quinta Era, Gin allo Zafferano, l’edizione limitata Via di Mezzo e le etichette artigianali di Maradei. Il punto di partenza cambia ogni volta: una materia prima, una storia di famiglia, un metodo produttivo, un territorio o semplicemente una bottiglia che deve smettere di sembrare una tra tante.
A scaffale
Contrasto, gerarchie e riconoscibilità devono funzionare prima ancora di leggere il testo.
In mano
Carta, rilievi, lamine e dettagli acquistano senso quando migliorano davvero l’esperienza.
In famiglia
Una linea deve poter crescere senza costringere a reinventare tutto a ogni nuova referenza.
In produzione
Fustelle, prove colore, supporti e tolleranze vengono verificati prima della tiratura finale.
Food premium: l’apertura fa parte del progetto
Per Amedei abbiamo progettato packaging e materiali promozionali legati al cioccolato d’eccellenza; con Sensazioni abbiamo lavorato sul concept di una linea di fondente. Nel food premium la confezione non finisce sulla faccia frontale: conta come si apre, come si tocca, come fotografa e cosa resta dopo l’acquisto.
Una linea non è una collezione di etichette
Quando le referenze aumentano, progettiamo un sistema: cosa resta fisso, cosa varia, come si distinguono gusti o annate, quali codici devono essere immediati. Se il sistema è fatto bene, la quinta referenza costa meno fatica della prima e sembra comunque parte della stessa famiglia.
La tipografia è ancora parte del design
Seguiamo prove, carte, nobilitazioni e messa in macchina perché molti problemi nascono dopo l’approvazione del PDF. Un nero che assorbe troppo, una lamina fuori registro o una carta che cambia il colore possono spostare completamente la percezione del progetto.
Packaging e brand devono continuare a parlarsi
L’etichetta non dovrebbe essere un mondo a parte rispetto al sito, alle fotografie, alla scheda prodotto o ai materiali commerciali. Quando seguiamo anche la comunicazione, costruiamo il passaggio dal prodotto fisico al resto del brand senza ricominciare ogni volta da zero.
Se hai già bottiglia, fustella o campioni, mandaceli: vedere il prodotto reale è sempre più utile di un brief pieno di aggettivi.
Cosa ti diamo.
Concept & design
L'idea visiva che distingue il prodotto sullo scaffale.
Etichette
Etichette curate per vini, food, beauty e prodotti artigianali.
Linea prodotto
Sistemi coerenti per intere gamme e referenze.
Esecutivi di stampa
File pronti per la produzione, a norma e ottimizzati.
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